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  19/07/2010   Palermo, 7-0 in amichevole Kasami e Maccarone show
palermo

  

 


     Il Palermo ha sconfitto 7-0 il WSG Radenthein nella seconda gara amichevole del ritiro pre-campionato in Carinzia. Rosa in vantaggio al 14’ con Kasami, che batte Michor su suggerimento di Hernandez. Al 31’ il numero 4 rosanero raddoppia con un piatto destro dal limite dell’area di rigore. Tre minuti più tardi, Migliaccio va a segno con un colpo di testa su un cross dalla sinistra di Balzaretti. Allo scadere del primo tempo Hernandez realizza la quarta rete. Nella ripresa al 10’ è la volta di Glik, che supera il portiere carinziano siglando il momentaneo 5-0. Al 23’ Maccarone insacca in scivolata. Cinque minuti dopo, il numero 32 rosanero si ripete battendo l’estremo difensore di casa con un gran tiro dalla distanza.

PALERMO - WSG RADENTHEIN 7-0
PALERMO: Sirigu, Goian, Kasami, Migliaccio, Hernandez, Liverani, Cassani, Nocerino, Glik, Maccarone, Balzaretti.
ENTRATI NELLA RIPRESA: Benussi, Bertolo, Rigoni, Garcia, Darmian, Cappelletti, Laribi, Cristofari, Acquah. A disposizione: Brichetto. Allenatore: Delio Rossi.
WSG RADENTHEIN: Michor, Wurcher, Daborer, Mikl, Huber, Rauter, Kraker, Daborer, Lips, Duller, Muller. A disposizione: Schwarz, Kohlmayer, Zettl, Zuzek, Kersch, Oroz, Ortner, Maier. Allenatore: Boris Sikic.
ARBITRO: Michael Maier.
ASSISTENTI: Arno Weichsler - Muharem Muslimovic.
RETI: 14’pt e 31’pt Kasami, 34’ pt Migliaccio, 45’pt Hernandez, 10’st Glik, 23’st e 28’st Maccarone.

Fonte: http://www.corrieredellosport.it/calcio/serie_a/pa


 

Inserita da: wm  


 

  19/07/2010   Cavani al Napoli, il Palermo riparte da Hernandez
palermo

  

 


   Il Palermo ha sconfitto 7-0 il WSG Radenthein nella seconda gara amichevole del ritiro pre-campionato in Carinzia. Rosa in vantaggio al 14’ con Kasami, che batte Michor su suggerimento di Hernandez. Al 31’ il numero 4 rosanero raddoppia con un piatto destro dal limite dell’area di rigore. Tre minuti più tardi, Migliaccio va a segno con un colpo di testa su un cross dalla sinistra di Balzaretti. Allo scadere del primo tempo Hernandez realizza la quarta rete. Nella ripresa al 10’ è la volta di Glik, che supera il portiere carinziano siglando il momentaneo 5-0. Al 23’ Maccarone insacca in scivolata. Cinque minuti dopo, il numero 32 rosanero si ripete battendo l’estremo difensore di casa con un gran tiro dalla distanza.

PALERMO - WSG RADENTHEIN 7-0
PALERMO: Sirigu, Goian, Kasami, Migliaccio, Hernandez, Liverani, Cassani, Nocerino, Glik, Maccarone, Balzaretti.
ENTRATI NELLA RIPRESA: Benussi, Bertolo, Rigoni, Garcia, Darmian, Cappelletti, Laribi, Cristofari, Acquah. A disposizione: Brichetto. Allenatore: Delio Rossi.
WSG RADENTHEIN: Michor, Wurcher, Daborer, Mikl, Huber, Rauter, Kraker, Daborer, Lips, Duller, Muller. A disposizione: Schwarz, Kohlmayer, Zettl, Zuzek, Kersch, Oroz, Ortner, Maier. Allenatore: Boris Sikic.
ARBITRO: Michael Maier.
ASSISTENTI: Arno Weichsler - Muharem Muslimovic.
RETI: 14’pt e 31’pt Kasami, 34’ pt Migliaccio, 45’pt Hernandez, 10’st Glik, 23’st e 28’st Maccarone.   Per un bomber uruguaiano che lascia la Sicilia, un’altro è pronto a non farlo rimpiangere. Il Palermo ha appena salutato ufficialmente Edinson Cavani, che da oggi è un giocatore del Napoli. Cessione importante ma indolore, perchè in casa rosanero sta crescendo un’altro attaccante che già l’anno scorso si è fatto apprezzare. Delio Rossi crede molto in Abel Hernandez, classe 1990, approdato al Palermo nel gennaio 2009. Aggregato alla formazione Primavera, con la quale ha vinto lo scudetto nello stesso anno, il giocatore è però esploso col tecnico romagnolo che spesso lo ha lanciato titolare.
Nella passata stagione, Hernandez ha raccolto 21 presenze con 7 gol in Serie A: il 1° centro nella sfortunata gara Inter – Palermo 5-3 del 29 ottobre 2009.
Il 24 gennaio 2010 il giovane uruguaiano segna una doppietta in Palermo – Fiorentina 3-0, e segna anche il gol più veloce nella storia del nostro campionato.
“Sono pronto a raccogliere l’eredità di Cavani. La pressione non mi spaventa, per me adesso conta solo il Palermo. Il mio obiettivo è raggiungere la Nazionale in vista della prossima Coppa America”, ha dichiarato Hernandez.

Fonte: http://www.sport10.it/cavani-al-napoli-il-palermo-


 

Inserita da: wm  


 

  19/07/2010   E' già il Palermo di Maccarone
palermo

  

 


   Per un bomber uruguaiano che lascia la Sicilia, un’altro è pronto a non farlo rimpiangere. Il Palermo ha appena salutato ufficialmente Edinson Cavani, che da oggi è un giocatore del Napoli. Cessione importante ma indolore, perchè in casa rosanero sta crescendo un’altro attaccante che già l’anno scorso si è fatto apprezzare. Delio Rossi crede molto in Abel Hernandez, classe 1990, approdato al Palermo nel gennaio 2009. Aggregato alla formazione Primavera, con la quale ha vinto lo scudetto nello stesso anno, il giocatore è però esploso col tecnico romagnolo che spesso lo ha lanciato titolare.
Nella passata stagione, Hernandez ha raccolto 21 presenze con 7 gol in Serie A: il 1° centro nella sfortunata gara Inter – Palermo 5-3 del 29 ottobre 2009.
Il 24 gennaio 2010 il giovane uruguaiano segna una doppietta in Palermo – Fiorentina 3-0, e segna anche il gol più veloce nella storia del nostro campionato.
“Sono pronto a raccogliere l’eredità di Cavani. La pressione non mi spaventa, per me adesso conta solo il Palermo. Il mio obiettivo è raggiungere la Nazionale in vista della prossima Coppa America”, ha dichiarato Hernandez.  E' già il Palermo di Maccarone. I rosanero di Delio Rossi si divertono rifilando sette gol agli sparring partner del WSG Radenthein nella seconda amichevole del ritiro pre-campionato in Carinzia.
Nel test domenicale spicca la doppietta del nuovo acquisto, l'ex bomber del Siena, due reti anche per Kasami, a segno pure Migliaccio, Hernandez e l'altra novità Glik.

Fonte: http://sport.libero.it/calcio/360445/e-gia-il-pale


 

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  22/06/2010   Miccoli, il re di Sicilia: "Palermo, ti regalo una
palermo

  

 


   E' già il Palermo di Maccarone. I rosanero di Delio Rossi si divertono rifilando sette gol agli sparring partner del WSG Radenthein nella seconda amichevole del ritiro pre-campionato in Carinzia.
Nel test domenicale spicca la doppietta del nuovo acquisto, l'ex bomber del Siena, due reti anche per Kasami, a segno pure Migliaccio, Hernandez e l'altra novità Glik.   Ha rifiutato una cospicua offerta del Birmingham per restare nella città che lo ha adottato: "A questa gente devo tanto, voglio entrare nella leggenda del club. La Nazionale? Lippi mi ha ignorato senza mai spiegarmi perché. Non mi va giù".

“Mi hanno messo lì, accanto a santa Rosalia”: Fabrizio Miccoli fa ormai parte della storia del Palermo e, per osmosi, di tutta la città siciliana. La gente lo adora, i numeri lo hanno già consacrato miglior marcatore in A dei rosanero, e dopo essere stato al centro di una delle trattative che più hanno fatto parlare nelle ultime settimane, Palermo si identifica ancora di più con lui. Il Birmingham la voleva, lui voleva la Premier, i rosanero avrebbero accettato la sua volontà. Tutto sembrava deciso.

Miccoli, poi cos’è accaduto?
“Ho riflettuto, e ho pensato a tutto. Al Palermo, a questa città che mi vuole bene, alla mia famiglia e ai miei bambini. Così ho deciso di restare”.

Il Birmingham ha sostenuto, alla fine, di non averla acquistata per colpa dell’infortunio al ginocchio.
“Non è così. Com’è andata lo so io e lo sanno loro, quello che dicono non conta. E poi il recupero sta andando bene, meglio delle previsioni”.

Visto che, dopo il Mondiale, l’Italia cambierà ct, ha anche pensato che riprendersi la Nazionale giocando all’estero sarebbe stato più difficile?
“Questo no, non mi è passato per la testa. In fondo, con la Nazionale mi sono messo l’anima in pace”.

Significa che ci ha messo una pietra sopra? “No, perché di qui ai prossimi Europei, giocando come ho fatto nelle ultime stagioni, potrei avere un’opportunità. Però, se dovessi faticare, a quel punto sarebbe giusto che il futuro ct facesse altre scelte”.

Infortunio a parte, a Lippi lei non perdona di averla ignorata…
“Quello che non mi è andato giù è non essere mai stato tenuto in considerazione. Ho segnato 19 reti in questa stagione, vengo da due ottime annate. Eppure non sono mai nemmeno stato considerato degno di entrare tra i papabili, quando si trattava di fare liste allargate e provare giocatori diversi. Ma c’è un altro aspetto che mi rammarica di più”.

Quale?
“In tutta franchezza, non so il motivo per il quale non sono mai stato tenuto in considerazione. Sarebbe bastata una telefonata, bastava essere chiari. Chiedevo solo questo, ecco perché sono ancora dispiaciuto”.

Scusi, ma lei in che rapporti è con Lippi?
“Vuole sapere se abbiamo litigato?”
Anche.
“No. Lippi mi ha allenato alla Juventus e mi conosce, magari si è fatto un’idea particolare di me. Ma da allora sono passati sette anni. Io sono un uomo diverso da quello che ero allora, forse anche Lippi in qualche modo. Ad esempio, il Miccoli di allora non avrebbe mai potuto essere il capitano di una squadra, quello di oggi sì”.

Ecco, appunto: il “suo” Palermo.
“Al Palermo, a Palermo, alla sua gente e a Zamparini devo tantissimo. Mi portano in palmo di mano, sembra quasi mi abbiano messo accanto a santa Rosalia. Adesso sono nella storia del club, per i gol in A, ma voglio entrare nella leggenda”.

E come può entrarci?
“Portando a Palermo una coppa. È il mio sogno, il mio obiettivo. Giocheremo l’Europa League e la Coppa Italia, in questo caso entrando già avanti nel tabellone”.

Avrebbe potuto giocare la Champions, con un po' di fortuna…
“Mi manca molto quell’atmosfera. Vi ho giocato con la Juventus e con il Benfica. È della Champions il mio ricordo più bello: il col ad Anfield, con il Benfica, contro il Liverpool. E vincemmo”.

Lisbona, altro suo amore.
“Se fossi stato da solo, non me ne sarei mai andato dal Benfica. Ma quando si ha una famiglia bisogna essere responsabili. Quando Zamparini mi ha proposto il contratto, è stata la svolta. Mi sento a casa, come fossi a Lecce”.

Allora aveva solo una figlia, Suami, ora ha anche Diego. Lo ha chiamato come il suo idolo.
“Maradona. Sto seguendo i Mondiali, lui è uno spettacolo. Spero vinca l'Argentina, tutti sapete che idolo sia per me. Ma attenzione al mio Diego: ha due anni e fa gesti da piccolo fenomeno. Solo che... è destro".

Lo ha chiamato Diego, è suo figlio ed è destro? "Non so perché, ma è così. Ma forse ha più possibilità di finire in Nazionale lui in futuro di quanto non ne abbia papà".

Fonte: http://sport.sky.it/sport/calcio_italiano/2010/06/


 

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  22/06/2010   Zamparini: Cavani e Kjaer lasceranno Palermo
palermo

  

 


   Ha rifiutato una cospicua offerta del Birmingham per restare nella città che lo ha adottato: "A questa gente devo tanto, voglio entrare nella leggenda del club. La Nazionale? Lippi mi ha ignorato senza mai spiegarmi perché. Non mi va giù".

“Mi hanno messo lì, accanto a santa Rosalia”: Fabrizio Miccoli fa ormai parte della storia del Palermo e, per osmosi, di tutta la città siciliana. La gente lo adora, i numeri lo hanno già consacrato miglior marcatore in A dei rosanero, e dopo essere stato al centro di una delle trattative che più hanno fatto parlare nelle ultime settimane, Palermo si identifica ancora di più con lui. Il Birmingham la voleva, lui voleva la Premier, i rosanero avrebbero accettato la sua volontà. Tutto sembrava deciso.

Miccoli, poi cos’è accaduto?
“Ho riflettuto, e ho pensato a tutto. Al Palermo, a questa città che mi vuole bene, alla mia famiglia e ai miei bambini. Così ho deciso di restare”.

Il Birmingham ha sostenuto, alla fine, di non averla acquistata per colpa dell’infortunio al ginocchio.
“Non è così. Com’è andata lo so io e lo sanno loro, quello che dicono non conta. E poi il recupero sta andando bene, meglio delle previsioni”.

Visto che, dopo il Mondiale, l’Italia cambierà ct, ha anche pensato che riprendersi la Nazionale giocando all’estero sarebbe stato più difficile?
“Questo no, non mi è passato per la testa. In fondo, con la Nazionale mi sono messo l’anima in pace”.

Significa che ci ha messo una pietra sopra? “No, perché di qui ai prossimi Europei, giocando come ho fatto nelle ultime stagioni, potrei avere un’opportunità. Però, se dovessi faticare, a quel punto sarebbe giusto che il futuro ct facesse altre scelte”.

Infortunio a parte, a Lippi lei non perdona di averla ignorata…
“Quello che non mi è andato giù è non essere mai stato tenuto in considerazione. Ho segnato 19 reti in questa stagione, vengo da due ottime annate. Eppure non sono mai nemmeno stato considerato degno di entrare tra i papabili, quando si trattava di fare liste allargate e provare giocatori diversi. Ma c’è un altro aspetto che mi rammarica di più”.

Quale?
“In tutta franchezza, non so il motivo per il quale non sono mai stato tenuto in considerazione. Sarebbe bastata una telefonata, bastava essere chiari. Chiedevo solo questo, ecco perché sono ancora dispiaciuto”.

Scusi, ma lei in che rapporti è con Lippi?
“Vuole sapere se abbiamo litigato?”
Anche.
“No. Lippi mi ha allenato alla Juventus e mi conosce, magari si è fatto un’idea particolare di me. Ma da allora sono passati sette anni. Io sono un uomo diverso da quello che ero allora, forse anche Lippi in qualche modo. Ad esempio, il Miccoli di allora non avrebbe mai potuto essere il capitano di una squadra, quello di oggi sì”.

Ecco, appunto: il “suo” Palermo.
“Al Palermo, a Palermo, alla sua gente e a Zamparini devo tantissimo. Mi portano in palmo di mano, sembra quasi mi abbiano messo accanto a santa Rosalia. Adesso sono nella storia del club, per i gol in A, ma voglio entrare nella leggenda”.

E come può entrarci?
“Portando a Palermo una coppa. È il mio sogno, il mio obiettivo. Giocheremo l’Europa League e la Coppa Italia, in questo caso entrando già avanti nel tabellone”.

Avrebbe potuto giocare la Champions, con un po' di fortuna…
“Mi manca molto quell’atmosfera. Vi ho giocato con la Juventus e con il Benfica. È della Champions il mio ricordo più bello: il col ad Anfield, con il Benfica, contro il Liverpool. E vincemmo”.

Lisbona, altro suo amore.
“Se fossi stato da solo, non me ne sarei mai andato dal Benfica. Ma quando si ha una famiglia bisogna essere responsabili. Quando Zamparini mi ha proposto il contratto, è stata la svolta. Mi sento a casa, come fossi a Lecce”.

Allora aveva solo una figlia, Suami, ora ha anche Diego. Lo ha chiamato come il suo idolo.
“Maradona. Sto seguendo i Mondiali, lui è uno spettacolo. Spero vinca l'Argentina, tutti sapete che idolo sia per me. Ma attenzione al mio Diego: ha due anni e fa gesti da piccolo fenomeno. Solo che... è destro".

Lo ha chiamato Diego, è suo figlio ed è destro? "Non so perché, ma è così. Ma forse ha più possibilità di finire in Nazionale lui in futuro di quanto non ne abbia papà".  ROMA, 22 giugno - Cavani-Kjaer, i due gioielli del Palermo sono al centro di un tourbillon di mercato e sul tema torna a farsi sentire anche il pre­sidente a Gr Parlamento: «Kjaer ha parlato con l'Inter? Non lo sapevo - risponde Zampa­rini - so di abboccamenti con i due Manches­ter, il Tottenham, il Wolfsburg. L’Inter non mi ha telefonato dunque non so quanto sia interessata; penso sia un fuoco di sbarramen­to. Resterà? Secondo me quando arrivano certe richieste bisogna che il giocatore parta.Sono arrivate un paio di offerte abbastanza importanti, stiamo discutendo, poi sentirò il giocatore. Devo cercare anche un sostituto. La valutazione di Kjaer è sui 15/20 milioni, una valutazione importante. Quanto a Cava­ni è sul mercato perché lui vuole esserlo, de­sidera andare in un altro club e noi non trat­teniamo nessuno. Comunque penso che alla fine Kjaer e Cavani andranno via».

PASTORE INTOCCABILE - Chi invece non si tocca per nessuna cifra è Pastore, adesso elogiato anche da Messi:«Per lui mi è arrivata un mese fa un’offerta dal Real Madrid di 25 milioni. Ho rifiutato­ - ribadisce Zamparini - spero che Pastore fac­cia da noi almeno due anni. In futuro sarà difficile tenerlo a Palermo. Ora non è in ven­dita per nessuna cifra, varrà 50 milioni di eu­ro l'anno prossimo».

Fonte: http://www.corrieredellosport.it/mondiali_2010/201


 

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